Molte imprese considerano chiusa la partita quando arriva il decreto di concessione. In realtà è lì che comincia la fase più delicata: la rendicontazione. È il momento in cui l'ente verifica che le spese sostenute siano quelle del progetto approvato, sostenute nei tempi giusti e pagate nel modo giusto. Un errore qui può ridurre il contributo o farlo revocare del tutto, anche quando il progetto è stato realizzato davvero.
1. Spese fuori dal periodo di ammissibilità
Ogni bando fissa una data da cui le spese diventano ammissibili: spesso la presentazione della domanda, a volte la concessione. Una fattura, un ordine o un acconto anteriori a quella data possono rendere non ammissibile l'intero bene, non solo quella fattura. Prima di firmare qualunque ordine va controllata la regola del bando sull'avvio del programma.
2. Pagamenti non tracciabili
I pagamenti in contanti non sono ammessi e le compensazioni sono quasi sempre escluse. Servono bonifici, preferibilmente SEPA, da un conto intestato all'impresa beneficiaria, con la quietanza bancaria che dimostra l'uscita del denaro. Un pagamento fatto da un socio o da un'altra società del gruppo è un classico motivo di taglio.
3. Fatture senza i riferimenti richiesti
Molte misure chiedono che la fattura riporti il CUP (Codice Unico di Progetto) o una dicitura specifica che collega la spesa all'agevolazione. Se il bando lo prevede e la fattura ne è priva, la correzione successiva non è sempre accettata. Conviene comunicare CUP e dicitura ai fornitori prima dell'emissione.
4. Beni diversi da quelli approvati
Il programma approvato descrive beni, quantità e importi. Sostituire un macchinario con un modello diverso, cambiare fornitore o spostare somme tra voci di spesa richiede spesso una variante autorizzata. Farlo senza comunicazione espone alla non ammissibilità della spesa.
5. Scadenze dei SAL e documenti mancanti
Stati di avanzamento, rendiconto finale, perizie, DURC in corso di validità, dichiarazioni sul mantenimento dei beni: la documentazione è lunga e ha scadenze precise. Una proroga va chiesta prima della scadenza, non dopo.
Il controllo prima dell'ente
Il modo più efficace per non perdere il contributo è simulare il controllo dell'ente prima di inviare il rendiconto: confrontare ogni fattura con il preventivo approvato, verificare date, quietanze, importi e riferimenti. In AiJob questo controllo è automatico: fatture e quietanze vengono lette, confrontate con le spese ammesse e le anomalie segnalate per gravità, così l'analista corregge prima che lo faccia l'ente.
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