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Normativa19 settembre 20264 min di lettura

Regime de minimis: cosa sapere prima di chiedere un aiuto

Dal 2024 il massimale è di 300.000 euro in tre anni. Come si calcola, dove si controlla e perché va verificato prima di ogni domanda.

Regime de minimis: cosa sapere prima di chiedere un aiuto

Molti aiuti alle imprese sono concessi in regime de minimis: aiuti di importo limitato che l'Unione europea considera non distorsivi della concorrenza. Proprio perché limitati, hanno un tetto che si esaurisce.

Il massimale

Con il Regolamento (UE) 2023/2831, in vigore dal 1° gennaio 2024, il massimale generale è di 300.000 euro per impresa unica nell'arco di tre anni, calcolati su base mobile. Per alcuni settori, come agricoltura primaria e pesca, valgono regolamenti e massimali specifici.

L'impresa unica

Il limite non riguarda la singola società ma l'impresa unica: si sommano gli aiuti ricevuti dalle imprese collegate da rapporti di controllo. È l'errore più frequente nelle autocertificazioni.

Dove si verifica

Gli aiuti concessi sono registrati nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), consultabile con il codice fiscale dell'impresa. La verifica va fatta prima di presentare la domanda, non dopo.

Cosa succede se si supera

Un aiuto che porterebbe oltre il massimale non può essere concesso, nemmeno in parte. Per questo conviene pianificare: a volte è preferibile una misura in esenzione per categoria (GBER), che non consuma il plafond de minimis.

AiJob legge gli aiuti già ricevuti e mostra il plafond residuo, segnalando in anticipo le misure che lo consumerebbero.

Informazioni generali: per il singolo caso fa fede la normativa vigente.

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