Un contributo al 50% significa che l'altra metà dell'investimento resta a carico dell'impresa. E i contributi, di norma, arrivano dopo la spesa, a stati di avanzamento o a saldo. Il risultato è che molte imprese vincono un bando e poi faticano a realizzare il progetto per mancanza di liquidità.
Pianificare dall'inizio
Il piano finanziario va costruito insieme alla domanda, non dopo la concessione. Molti bandi, soprattutto valutativi, premiano o richiedono la dimostrazione della copertura finanziaria del progetto: una lettera di disponibilità bancaria può fare la differenza.
Gli strumenti principali
- Finanziamento bancario a medio termine, dimensionato sulla quota non agevolata e sulla durata del progetto.
- Garanzia pubblica del Fondo di Garanzia per le PMI, che facilita l'accesso al credito riducendo il rischio per la banca.
- Leasing, spesso compatibile con misure come la Nuova Sabatini per l'acquisto di beni strumentali.
- Anticipo del contributo, quando il bando prevede un'erogazione anticipata a fronte di fideiussione.
Attenzione al cumulo
Se anche il finanziamento è agevolato o garantito da fondi pubblici, contiene a sua volta un aiuto che va considerato nel cumulo e nel de minimis. Il piano deve tenerne conto.
Il vantaggio di un unico interlocutore
AiJob è la piattaforma di finanza agevolata del gruppo Credit-One, che opera anche nella consulenza creditizia. Per questo nel piano di ogni pratica la quota non agevolata non è un problema lasciato all'impresa: viene affrontata insieme al contributo, con i canali bancari del gruppo.
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