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Guide10 ottobre 20266 min di lettura

Preventivi per un bando: come prepararli perché la spesa venga ammessa

Un preventivo sbagliato può far tagliare una spesa o bloccare l'intera domanda. Ecco cosa deve contenere, gli errori più comuni e come arrivare alla rendicontazione senza sorprese.

Preventivi per un bando: come prepararli perché la spesa venga ammessa

Nei bandi le spese ammesse sono quelle che si possono dimostrare, e la dimostrazione comincia dai preventivi. Un preventivo generico, intestato male o non coerente con il progetto può far tagliare una voce di spesa in istruttoria, ridurre il contributo o creare problemi al momento della rendicontazione. Bastano poche regole per evitarlo.

Cosa deve contenere un preventivo

  • Intestazione corretta: ragione sociale, partita IVA e sede dell'impresa che presenta la domanda.
  • Dati completi del fornitore, con un'attività coerente con ciò che vende.
  • Descrizione dettagliata: marca, modello, caratteristiche tecniche, quantità. «Fornitura macchinari» non basta.
  • Prezzi unitari e totali, con l'IVA indicata separatamente.
  • Data e validità, compatibili con i tempi del bando.
  • Beni nuovi, quando il bando lo richiede, e dichiarazione esplicita se si tratta di beni usati o ricondizionati.

Le regole che molti bandi aggiungono

  • Più preventivi a confronto: alcuni bandi chiedono due o tre offerte per ogni voce e la motivazione della scelta, soprattutto per consulenze e servizi.
  • Fornitori indipendenti: in genere non sono ammessi acquisti da soci, parenti o imprese collegate.
  • Spese successive alla domanda: ordini, contratti e pagamenti effettuati prima della presentazione spesso non sono ammissibili.
  • IVA: di norma non è una spesa ammissibile, salvo quando resta a carico dell'impresa perché non detraibile.
  • Pagamenti tracciabili: bonifico o strumenti equivalenti, mai contanti, spesso con il codice del progetto indicato in fattura.

Dal preventivo alla rendicontazione

Il preventivo approvato diventa il riferimento per tutto il progetto: la fattura dovrà corrispondere per descrizione e importo, e ogni variazione importante va comunicata e motivata. Conviene costruire subito un fascicolo per ogni spesa con preventivo, ordine, fattura, pagamento e documento di consegna: è esattamente ciò che verrà chiesto al momento di incassare il contributo.

Gli errori più comuni

  • Preventivi intestati al titolare invece che all'impresa.
  • Importi diversi tra preventivi, business plan e modulo di domanda.
  • Voci «a corpo» senza dettaglio, che l'istruttore non riesce a ricondurre alle spese ammissibili.
  • Ordini firmati prima della domanda per non perdere un'offerta del fornitore.

Come lavora AIJOB

Nella tua area riservata AIJOB carichi i preventivi e l'intelligenza artificiale li confronta con le regole del bando: intestazione, dettaglio, date, fornitori, coerenza con il piano. Il tutor ti segnala cosa correggere prima dell'invio e ti accompagna fino alla rendicontazione, con il fascicolo di ogni spesa già pronto.

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