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Bandi9 ottobre 20269 min di lettura

Green Communities Calabria 2026: 4,6 milioni a fondo perduto per i Comuni montani, domande entro il 10 novembre

Bando Regione Calabria Green Communities: fondo perduto fino al 100%, da 800mila a 2 milioni per aggregazioni di almeno 5 Comuni montani. Requisiti, 9 ambiti, spese, criteri e scadenza del 10 novembre 2026.

Green Communities Calabria 2026: 4,6 milioni a fondo perduto per i Comuni montani, domande entro il 10 novembre

La Regione Calabria ha aperto il nuovo bando per le Green Communities: 4,6 milioni di euro a fondo perduto, fino al 100% delle spese, per i Comuni montani che si uniscono in un piano comune di sviluppo sostenibile. Ogni Green Community può ottenere da 800.000 a 2 milioni di euro per opere pubbliche, beni e servizi legati a boschi, acqua, energia rinnovabile, turismo e mobilità. La domanda va inviata via PEC entro le ore 23:59 del 10 novembre 2026: un mese scarso per costruire aggregazione, strategia e piano operativo. Ecco come funziona, articolo per articolo, e come prepararsi bene.

Il bando in 30 secondi

  • Chi: Green Communities di almeno 5 Comuni montani calabresi contigui, con un Comune capofila.
  • Quanto: fondo perduto fino al 100%, da 800.000 a 2.000.000 € per Green Community.
  • Dotazione: 4.600.000 € dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), annualità 2023 e 2024.
  • Scadenza: ore 23:59 del 10 novembre 2026, via PEC.
  • Interventi da concludere: entro il 30 novembre 2027.
  • Atto: decreto dirigenziale n. 16753 del 5 ottobre 2026, UOA Politiche della Montagna, Foreste, Forestazione e Difesa del Suolo.

Cosa sono le Green Communities

La legge 221 del 2015 (art. 72) le definisce come comunità locali che valorizzano in modo equilibrato le proprie risorse principali, a partire da acqua, boschi e paesaggio, con un piano di sviluppo sostenibile sotto il profilo energetico, ambientale, economico e sociale. In pratica: più Comuni di montagna che smettono di muoversi da soli e mettono insieme progetti che nessuno, da solo, riuscirebbe a sostenere. Per la Regione è anche uno strumento contro lo spopolamento delle aree interne.

Chi può partecipare: i requisiti, uno per uno

Il beneficiario è la Green Community, rappresentata dal Comune capofila, che riceve le risorse e risponde alla Regione. Per essere ammessi servono tutte queste condizioni:

  • almeno 5 Comuni, tutti classificati montani (DPCM 11 maggio 2026 n. 121 e/o art. 1 della legge 991/1952, elenco aggiornato ad aprile 2021);
  • contiguità territoriale tra i Comuni;
  • una convenzione ex art. 30 del TUEL già firmata prima della domanda, con delibere consiliari, capofila, governance, ufficio di gestione del piano, durata e regole sul finanziamento;
  • nessun Comune già aderente ad altre Green Community finanziate con fondi regionali, nazionali o europei;
  • tutti i Comuni in regola con i versamenti per la fornitura idropotabile e lo smaltimento dei rifiuti alla data della domanda: è un prerequisito, chi non lo rispetta è inammissibile.

Parchi, consorzi di bonifica, GAL, università e Camere di commercio non sono beneficiari, ma possono sostenere la Green Community con accordi, protocolli o lettere di sostegno: contano per il punteggio sulla qualità della strategia.

Cosa si finanzia: i 9 ambiti (ne servono almeno 3)

Il piano deve integrare, a pena di inammissibilità, almeno tre di questi campi di attività:

  1. gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale;
  2. gestione integrata e certificata delle risorse idriche;
  3. energia da fonti rinnovabili locali (micro-idroelettrico, biomasse, biogas, eolico, cogenerazione, biometano);
  4. turismo sostenibile;
  5. costruzione e gestione sostenibile di edifici e infrastrutture di una montagna moderna;
  6. efficienza energetica e integrazione intelligente di impianti e reti;
  7. sviluppo sostenibile delle attività produttive (zero waste production);
  8. integrazione dei servizi di mobilità;
  9. modello di azienda agricola sostenibile.

Tutti gli interventi vanno progettati secondo l'economia circolare e la riduzione dei consumi energetici, usando le rinnovabili dove possibile.

Spese ammissibili e non ammissibili

Sono ammessi: lavori, servizi e forniture; progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudi e incentivi per funzioni tecniche; acquisto o esproprio di immobili solo se funzionali e entro il 20% di ogni intervento; pubblicazione delle gare; autorizzazioni e pareri; imprevisti a quadro economico; allacciamenti e sondaggi; consulenza specialistica funzionale al progetto. L'IVA è ammessa se è un costo per l'ente, da dichiarare in domanda.

Non sono ammessi: lavori in economia, auto-fatturazione, trasferte, personale interno dell'ente, spese di comunicazione, contributi in natura e tutto ciò che non è strettamente funzionale al progetto.

Strategia, Piano operativo e Piano complementare

La candidatura ha una struttura precisa:

  • Strategia (Allegato D): analisi del territorio e del partenariato, fabbisogni, obiettivi e risultati attesi con indicatori;
  • Piano operativo (Allegato E): gli interventi finanziati dal FOSMIT, con quadro finanziario, tipologie di spesa, cronoprogramma della spesa e delle fasi (progettazione, affidamento, esecuzione). Deve valere almeno 800.000 euro;
  • Piano complementare (Allegato F, facoltativo): interventi finanziati con altre fonti (FESR, PNRR, PSP) che completano la strategia. Non è obbligatorio, ma aumenta il punteggio.

Come si vince: i criteri di valutazione

Una commissione regionale verifica prima l'ammissibilità, poi assegna i punteggi su tre blocchi:

  • Rappresentatività territoriale: numero di Comuni aggregati, Comuni in area SNAI, almeno un intervento che interessi 3 o più Comuni SNAI, grado di spopolamento tra il 2014 e il 2024;
  • Qualità del partenariato: cofinanziamento rispetto al valore del Piano operativo, durata della convenzione, soggetti pubblici e privati aderenti, sostenibilità finanziaria nel tempo;
  • Qualità della strategia: coerenza tra analisi, fabbisogni, obiettivi e interventi, equilibrio urbano-rurale-montano e risultati attesi quantificati.

Tradotto: più Comuni, più aree SNAI, più partner, un po' di cofinanziamento e indicatori misurabili fanno la differenza in graduatoria.

Come e quando presentare la domanda

La domanda (Allegato A), firmata dal legale rappresentante del capofila, parte via PEC a uoa.forestazione@pec.regione.calabria.it entro le 23:59 del 10 novembre 2026. Nell'oggetto va scritto esattamente «REALIZZAZIONE PIANI DI SVILUPPO DI GREEN COMMUNITIES»: un oggetto diverso rende la domanda inammissibile. Fa fede la data di invio.

In allegato: Strategia, Piano operativo, eventuale Piano complementare, convenzione firmata, atti di approvazione del progetto (o l'impegno a presentarli entro 30 giorni dall'aggiudicazione), delibere di cofinanziamento se previste, lettere di sostegno, documento d'identità del firmatario.

Dopo la graduatoria

Il capofila richiede il CUP, firma una convenzione con la Regione su erogazioni, controlli e rendicontazione, e realizza gli interventi entro il 30 novembre 2027. Gli obblighi principali: contabilità separata, rispetto del codice dei contratti, vincolo di destinazione e manutenzione per 5 anni, fascicolo di progetto conservato per 10 anni. Le dichiarazioni non veritiere o il mancato rispetto del piano comportano la revoca e la restituzione delle somme con interessi.

La lezione del 2025: si perde sui documenti

La prima edizione regionale, nel 2025, si era chiusa senza Green Communities finanziate: secondo quanto riportato dalla stampa locale, le cinque aggregazioni candidate erano state respinte per carenze documentali e mancanza dei requisiti. È il punto da non sottovalutare: convenzione firmata prima della domanda, delibere, prerequisito sui pagamenti idrici e dei rifiuti, oggetto della PEC. Sono dettagli formali, ma decidono l'ammissibilità prima ancora del merito.

Le opportunità per imprese e professionisti

Il contributo va ai Comuni, ma il bando muove progettazione, lavori, forniture e consulenze specialistiche nei territori montani: imprese edili, installatori di impianti rinnovabili, filiera bosco-legno, operatori del turismo sostenibile, studi tecnici e consulenti possono affiancare le amministrazioni e, attraverso le gare, realizzare gli interventi. Le aziende agricole e i soggetti del territorio possono anche aderire alla strategia con lettere di sostegno.

Checklist operativa per le prossime settimane

  1. individuare almeno 5 Comuni montani contigui e il capofila;
  2. verificare subito la regolarità dei pagamenti idrici e dei rifiuti di ogni Comune;
  3. approvare la convenzione in consiglio comunale e firmarla prima dell'invio;
  4. scegliere almeno 3 ambiti e costruire interventi integrati per almeno 800.000 euro;
  5. raccogliere lettere di sostegno di GAL, parchi, università e Camere di commercio;
  6. valutare un cofinanziamento e un Piano complementare con altri fondi;
  7. quantificare i risultati con indicatori misurabili;
  8. inviare la PEC con l'oggetto esatto, senza aspettare l'ultima sera.

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Domande frequenti

Quanto si può ottenere con il bando Green Communities della Regione Calabria?

Da 800.000 a 2.000.000 di euro per Green Community, a fondo perduto, fino al 100% delle spese ammissibili. La dotazione totale è di 4,6 milioni di euro.

Qual è la scadenza?

Le ore 23:59 del 10 novembre 2026, via PEC a uoa.forestazione@pec.regione.calabria.it.

Quanti Comuni servono?

Almeno 5 Comuni montani calabresi contigui, uniti da una convenzione ex art. 30 del TUEL.

Un'impresa può presentare domanda?

No, beneficiari sono i Comuni. Imprese e professionisti possono sostenere la strategia e lavorare agli interventi tramite le procedure dei Comuni.

Serve il cofinanziamento?

Non è obbligatorio, ma migliora il punteggio.

Fonte: Regione Calabria, decreto dirigenziale n. 16753 del 5 ottobre 2026 e Avviso «Realizzazione piani di sviluppo di Green Communities» (pagina ufficiale). Fanno fede l'avviso e i provvedimenti della Regione.

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