La misura Filiera Moda 2026 del MIMIT mette a disposizione 100 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle PMI della filiera della moda, con spese ammissibili da 1 a 20 milioni di euro e una copertura complessiva fino al 75% tra fondo perduto e finanziamento agevolato. Lo sportello non è ancora aperto: i termini e le modalità di presentazione saranno fissati da un decreto direttoriale atteso. Questo significa che il tempo utile non è quello della domanda, ma quello della preparazione: chi arriva con progetto, preventivi e documenti già allineati parte avvantaggiato in una procedura a graduatoria.
Quando apre lo sportello della Filiera Moda 2026?
Allo stato attuale i termini di presentazione non sono ancora pubblicati. La misura è prevista dal DM 6 agosto 2026, attuativo dell'art. 3 della legge 11 marzo 2026 n. 34, ma l'apertura operativa dipende da un successivo decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, che fisserà termini e modalità. Si tratta quindi di una data attesa, da confermare con i provvedimenti ufficiali.
Un punto è già certo e va tenuto presente nella pianificazione: le spese sostenute prima della presentazione della domanda non sono ammissibili. Il programma di sviluppo va impostato, ma non avviato: si possono raccogliere preventivi e schede tecniche, non firmare ordini o iniziare lavori.
A chi si rivolge: quali PMI della moda possono accedere
La misura è destinata alle PMI della filiera della moda che svolgono le attività economiche individuate dal decreto: tessile, abbigliamento, pelli, calzature, accessori e attività collegate. Il primo passo concreto è verificare se il proprio codice attività rientra tra quelli ammessi: è una condizione preliminare che conviene chiarire subito, prima di investire tempo sul progetto.
I programmi possono essere presentati da una singola PMI oppure in forma congiunta con altre imprese della filiera. Il decreto incentiva i programmi aggregati, quindi vale la pena valutare con i propri partner industriali se esiste un progetto comune che rafforzi la candidatura.
Due riserve di risorse orientano la strategia:
- 25% delle risorse riservato alle micro e piccole imprese;
- 40% delle risorse riservato ai programmi realizzati nel Mezzogiorno.
Se la tua impresa rientra in una di queste categorie, la riserva non è un automatismo, ma un elemento da valorizzare nella costruzione del programma.
Cosa finanzia: programmi da 1 a 20 milioni di euro
La misura sostiene programmi di sviluppo con spese ammissibili comprese tra 1 e 20 milioni di euro. La copertura complessiva può arrivare fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso un contributo a fondo perduto e, su richiesta, un finanziamento agevolato fino al 20% degli investimenti.
Il finanziamento agevolato non è automatico: va richiesto e va costruito il dialogo con la banca, perché la quota non agevolata resta a carico dell'impresa. Prima di impostare il piano finanziario è opportuno chiarire con l'istituto di credito tempi, garanzie e sostenibilità della quota a debito.
Attenzione a un passaggio tecnico che spesso decide l'esito: regime e intensità massime dell'aiuto vanno confermati nel decreto direttoriale. Fino a quel momento, le percentuali di copertura vanno trattate come riferimento da verificare, non come dato definitivo.
Documenti da preparare subito
Poiché la procedura è a graduatoria e non un click day, la qualità della candidatura conta più della velocità di invio. Ecco cosa conviene predisporre già ora:
- Visura camerale aggiornata, per attestare attività e requisiti dimensionali.
- Visura del Registro Nazionale Aiuti (RNA) con gli aiuti già fruiti: serve a verificare il rispetto dei massimali e delle intensità.
- Bilanci degli ultimi esercizi depositati.
- Descrizione tecnica del programma di sviluppo e business plan, con obiettivi, tempi e coerenza degli investimenti.
- Preventivi dei fornitori con descrizione tecnica e importi, relativi a macchinari, impianti e opere.
- Documento di identità, poteri e firma digitale del legale rappresentante.
- Eventuale accordo tra le imprese per i programmi congiunti.
- Dichiarazioni sostitutive su requisiti e assenza di cause ostative.
Un errore da evitare: firmare ordini o avviare investimenti prima della domanda. I preventivi si raccolgono, gli ordini no.
Strategia per arrivare primi in graduatoria
La misura assegna le risorse con una procedura valutativa a graduatoria. Non conta chi presenta per primo, ma chi presenta il programma migliore rispetto ai criteri di valutazione. Da qui derivano alcune scelte operative.
1. Lavora sul progetto, non sulla fretta
Il decreto direttoriale definirà termini e modalità, ma i criteri di valutazione saranno il vero terreno di competizione. Un programma solido, con obiettivi misurabili e investimenti coerenti, vale più di una domanda inviata in anticipo.
2. Monitora il decreto direttoriale
Fino alla pubblicazione dei termini si fa preparazione. Il monitoraggio va impostato ora, perché la finestra tra pubblicazione e scadenza potrebbe essere stretta.
3. Sfrutta le riserve
Il 25% per micro e piccole imprese e il 40% per il Mezzogiorno sono leve concrete: verifica se puoi accedere a una delle due e costruisci la candidatura di conseguenza.
4. Allinea progetto, preventivi e rendicontazione
I documenti devono coincidere: ciò che dichiari nel programma deve trovare riscontro nei preventivi e, in futuro, nella rendicontazione. Disallineamenti anche formali possono pesare in valutazione.
Domande frequenti
Quando apre lo sportello della Filiera Moda 2026?
I termini di presentazione non sono ancora pubblicati: saranno fissati da un decreto direttoriale atteso. Fino ad allora si può solo preparare la candidatura, senza avviare spese.
Quali imprese possono accedere alla misura?
Le PMI della filiera della moda che svolgono le attività economiche individuate dal decreto: tessile, abbigliamento, pelli, calzature, accessori e attività collegate. La verifica del codice attività è il primo passo.
Qual è l'importo minimo e massimo del programma?
Le spese ammissibili devono essere comprese tra 1 e 20 milioni di euro. La copertura complessiva può arrivare fino al 75%, tra fondo perduto e finanziamento agevolato.
Posso sostenere spese prima di presentare la domanda?
No: le spese sostenute prima della domanda non sono ammissibili. Si possono raccogliere preventivi e schede tecniche, ma non firmare ordini o avviare investimenti.
Conviene presentare da soli o in forma congiunta?
Il decreto incentiva i programmi aggregati con altre imprese della filiera. La scelta dipende dal progetto: un programma congiunto ben costruito può rafforzare la candidatura, ma richiede un accordo chiaro tra le parti.
Vuoi arrivare pronto all'apertura? Guarda tutti i bandi in arrivo nei prossimi 6 mesi, la scheda completa e fai la verifica gratuita: un analista AiJob prepara progetto e documenti prima dello sportello.
Fonti: MIMIT, DM 6 agosto 2026 e scheda ufficiale della misura. Aggiornato al 11/10/2026; per requisiti e date fanno fede i provvedimenti ufficiali.
Esc




