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Bandi27 settembre 20264 min di lettura

Credito d'imposta per incubatori e acceleratori certificati che investono in start-up innovative

Dal 30 marzo 2026 gli incubatori e acceleratori certificati possono richiedere un credito d'imposta pari all'8% degli investimenti nel capitale delle start-up innovative.

Credito d'imposta per incubatori e acceleratori certificati che investono in start-up innovative

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato lo sportello per il credito d'imposta a favore degli incubatori e acceleratori certificati che investono nel capitale di rischio delle start-up innovative. L'obiettivo è incentivare l'accesso al capitale da parte delle start-up e promuoverne lo sviluppo, anche nelle prime fasi di vita dell'impresa.

A chi si rivolge

Possono beneficiare dell'agevolazione gli incubatori e gli acceleratori certificati di cui all'art. 25, comma 5 del DL 179/2012 che:

  • sono regolarmente costituiti, attivi e iscritti alla sezione speciale del Registro imprese prevista dal comma 8 della stessa norma;
  • non si classificano tra le imprese in difficoltà, non sono in liquidazione volontaria né sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non sono destinatari di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, né si trovano in altre condizioni ostative previste dalla normativa vigente.

La misura è rivolta alle imprese, senza distinzione di dimensione: microimprese, piccole, medie e grandi imprese.

Cosa finanzia

L'agevolazione sostiene gli investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale di rischio delle start-up innovative. L'investimento agevolabile può essere effettuato direttamente oppure per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investano prevalentemente in start-up innovative, o di altre società che investano prevalentemente in start-up innovative.

L'investimento agevolabile deve essere mantenuto per almeno tre anni.

Quanto e come

Il beneficio consiste in un credito d'imposta pari all'8% dell'investimento agevolabile. L'investimento massimo agevolabile per ciascun incubatore o acceleratore certificato è pari a 500mila euro per periodo d'imposta.

L'agevolazione è concessa ai sensi del Regolamento "de minimis" (Regolamento (UE) n. 2831/2023 della Commissione europea del 13 dicembre 2023). Di conseguenza, l'importo dell'agevolazione concessa rileva ai fini del calcolo del plafond "de minimis", pari a 300mila euro nell'arco di tre anni per ciascun incubatore o acceleratore certificato richiedente.

La dotazione complessiva dello stanziamento è di 1.800.000 euro. La misura rientra nella Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023.

Tempi e modalità

Le domande si accettano a partire dal 30 marzo 2026 e fino a esaurimento delle risorse disponibili. L'istanza di accesso al contributo deve essere presentata via PEC all'indirizzo creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it, compilando l'apposito modulo di domanda, che dovrà essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell'incubatore o acceleratore richiedente.

Il provvedimento di riferimento disciplina l'accesso al contributo, la verifica delle istanze e la comunicazione degli esiti. Fanno fede i provvedimenti ufficiali.

Come prepararsi

Per presentare domanda in modo corretto è opportuno:

  • verificare la propria iscrizione alla sezione speciale del Registro imprese per incubatori e acceleratori certificati;
  • accertare l'assenza delle condizioni ostative previste dalla normativa, comprese quelle relative a sanzioni interdittive e ad aiuti illegali o incompatibili;
  • predisporre la documentazione relativa all'investimento nel capitale di rischio delle start-up innovative, effettuato direttamente o tramite OICR o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative;
  • verificare la disponibilità del plafond "de minimis" residuo, considerato il limite di 300mila euro nell'arco di tre anni;
  • compilare il modulo di domanda e assicurarne la firma digitale da parte del legale rappresentante prima dell'invio via PEC.

Il mantenimento dell'investimento per almeno tre anni è un requisito da presidiare nel tempo, poiché incide sulla spettanza del credito d'imposta.

Per requisiti, importi e scadenze fanno fede i provvedimenti ufficiali. Scheda completa dell'incentivo su AiJob e sul sito dell'ente. Fonte dati: incentivi.gov.it (MIMIT), licenza IODL 2.0, scheda ufficiale aggiornata al 02/04/2026.

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