Ogni bando descrive con precisione chi può partecipare. Prima ancora di guardare quanto vale un contributo, conviene verificare se l'impresa rientra nei requisiti: è il passaggio che evita domande respinte e mesi persi.
1. La dimensione dell'impresa
Molte misure sono riservate alle PMI, altre distinguono tra micro, piccole e medie imprese con intensità di aiuto diverse. La dimensione si calcola su dipendenti, fatturato e totale di bilancio, tenendo conto anche delle imprese collegate e associate: un dettaglio che cambia spesso il risultato.
2. Il codice ATECO
I bandi escludono o privilegiano settori specifici. Conta il codice dell'attività su cui si realizza l'investimento, che deve risultare dalla visura camerale e, a volte, essere attivo da una certa data.
3. La sede dell'investimento
Misure territoriali come quelle per il Mezzogiorno o le aree interne guardano a dove si realizza il progetto, non solo alla sede legale. Aprire un'unità locale può essere un requisito da soddisfare prima della domanda.
4. Regolarità e condizioni soggettive
Regolarità contributiva (DURC), assenza di procedure concorsuali e di situazioni di difficoltà sono condizioni ricorrenti. Vanno verificate in anticipo, perché regolarizzare richiede tempo.
5. Gli aiuti già ricevuti
Il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) registra i contributi già ottenuti. Per gli aiuti in regime de minimis esiste un massimale complessivo nel triennio: se è quasi esaurito, alcune misure non sono più accessibili.
Il metodo AiJob
AiJob esegue questi controlli in automatico su tutto il catalogo, partendo dalla partita IVA, e segnala per ogni misura quali requisiti sono soddisfatti e quali vanno verificati. Un analista conferma il risultato prima di qualsiasi domanda.
Fanno sempre fede il testo del bando e i provvedimenti ufficiali dell'ente gestore.
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